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Assemblea Regionale GEV
“Le GEV sentinelle dell'ambiente, dai Parchi Regionali alla Protezione Civile”
MODENA, Sabato 26 Novembre 2011
Relazione del Presidente Valerio Minarelli
Questo è il nostro appuntamento semestrale, un appuntamento con i nostri responsabili provinciali, una sorta di una “conferenza d'organizzazione” utile per proseguire nella conoscenza reciproca, utile per scambiare e socializzare informazioni, conoscenze, procedure ed eccellenze organizzative tra i Raggruppamenti Provinciali delle Guardie Ecologiche Volontarie.
A un anno dalla esercitazione regionale di Settefonti (Bologna) e a circa sei mesi dalla prossima esercitazione che doverebbe trovare ambientazione a Rubiera (tra Reggio Emilia e Modena) ai primi di Giugno 2012.
Le GEV sono una bella realtà, sempre più apprezzata e ricercata. Siamo orgogliosi che i nostri Raggruppamenti siano diventati delle vere e proprie associazioni ambientaliste del “fare”, dell'agire concreto, non solo del pensare e del comunicare.
Siamo “sentinelle dell'ambiente” appunto, sensori in continuo movimento nel territorio per la Vigilanza Ambientale e per la Protezione Civile, concrete, esperte e motivate.
Grazie alla nostra Organizzazione più strutturata rispetto ad altre forme di associazionismo, grazie alla nostra formazione e alla turnazione dei servizi di vigilanza e monitoraggio, distribuiti durante l'arco di gran parte del giorno e della settimana, siamo diventati un'Organizzazione particolarmente funzionale alla prevenzione ma anche alle situazioni di emergenza ed all'intervento di Protezione Civile.
Siamo orgogliosi di essere Associazioni di Volontariato, vere ed uniche per il tipo di organizzazione che ci caratterizza, gestite completamente in forma volontaria, senza dipendenti neppure a par-time, senza consulenti pagati, senza gettoni o indennità a nessun titolo e a nessun livello percepiti. Quasi un anomalia, che rappresenta la nostra originalità e la nostra forza.
Gli ambiti a cui ci dobbiamo dedicare ora e per il futuro sono sicuramente quelli destinati a consolidare questa nostra identità in coerenza con la Legge Regionale 23/89 e con le finalità ambientali e solidaristiche riportate dai nostri Statuti:
- coscienza ambientale individuale, educazione ambientale, disponibilità alle azioni solidali devono essere al centro della nostra pratica quotidiana.
I progressi fatti da FEDERGEV EMILIA-ROMAGNA sono evidenti e sotto gli occhi di tutti:
Possiamo annunciare in questa occasione l'adesione alla Federazione Regionale del Raggruppamento GEV di Faenza (Ravenna);
sempre più stretto è il rapporto con l'Assessorato Ambiente della Regione con il quale, dopo aver concordato negli anni passati le 5 Direttive che hanno portato a regime la L.R.23/89, continua oggi con il lavoro di aggiornamento e pubblicazione della raccolta delle Leggi Ambientali di nostra competenza e del Prontuario;
nonostante i tagli portati in generale al bilancio della Regione, il finanziamento destinato alla L.R 23/89 è rimasto sostanzialmente inalterato e anzi stiamo definendo in questi giorni con la Regione gli aspetti organizzativi di un Corso di formazione-aggiornamento sulla L.R. 15/2006 “Tutela della Fauna minore” finanziato dall'Assessorato;
nelle prossime settimane andremo a definire e ufficializzare con la Regione la raccolta di 500 quiz per gli esami dei Corsi GEV in conformità con quanto previsto dalla 5a Direttiva, questo quizzario sarà poi inoltrato alle Province ed ai Raggruppamenti Provinciali affinché diventi, come previsto, uno strumento per uniformare i criteri ed i livelli delle prove d'esame;
più che buoni sono anche i rapporti con l'Agenzia Regionale di Protezione Civile dell'Emilia-Romagna che ci ha consentito, negli ultimi due anni, di potenziare il nostro parco automezzi e di realizzare l'esercitazione di Settefonti;
inoltre, la FEDERGEV Emilia-Romagna in quanto Associazione riconosciuta dall'Agenzia Regionale di Protezione Civile è entrata a far parte del Comitato Regionale dei Coordinamenti Provinciali e delle Associazioni Regionali di Protezione Civile adottato in applicazione dell’art. 17, comma 8, della L.R. n. 1/2005. E successivamente il nostro rappresentante è stato eletto nella Giunta Esecutiva del Comitato;
dopo essere stati tra le Associazioni maggiormente presenti nelle attività di antincendio boschivo (33% dei volontari che hanno partecipato al gemellaggio con la P.C. della Puglia), dopo il significativo contributo nell'ambito dell'emergenza “migranti”, siamo oggi chiamati, dall'Agenzia Regionale e dal Comitato del Volontariato a contribuire alla costituzione delle Commissioni e dei gruppi di lavoro per definire le “segreterie” dell'emergenza, le procedure di attivazione dell'Unità di crisi, la raccolta dei dati e la stampa dei tesserini digitali regionali dei volontari di Protezione Civile. Si tratta di impegni che ci devono vedere impegnati con tutte le nostre migliori risorse.
Dai Parchi naturali alla Protezione Civile,
dalla prevenzione di protezione civile alla difesa del territorio,
dalla difesa del territorio al rimboschimento,
dalla rinaturalizzazione dei corsi d'acqua alle Aree Protette.
Qui sta il nesso tra Protezione Civile e corretta gestione naturalista del territorio e quindi tra “prevenzione delle emergenze ambientali” e Parchi Naturali. In questo senso la Proposta di Legge di Riordino dei Parchi e delle Aree Protette ci interessa da vicino e doppiamente.
Solo un territorio ri-naturalizzato, ri-forestato e sottoposto ad una corretta gestione delle sue caratteristiche geologiche ed idrauliche può prevenire i disastri ambientali che si stanno purtroppo verificando in questo periodo a seguito di forti temporali e copiose precipitazioni.
Abbiamo quindi predisposto delle nostre osservazioni alla Proposta di Legge di Riordino delle Aree protette della Regione (inviataci solo da pochi giorni) che inoltreremo lunedì alla Regione:
il così detto Decreto Milleproroghe, tra le altre cose, ha previsto la soppressione dei Consorzi di gestione dei Parchi a fare data dal 1 gennaio 2012.
SI TRATTA DI OSSERVAZIONI CHE PONGO QUI' ALLA VOSTRA ATTENZIONE AL FINE DI MEGLIO DEFINIRE LA NOSTRA POSIZIONE
Presa visione del progetto di legge di “Riorganizzazione del sistema regionale delle Aree Protette” esprimiamo una forte preoccupazione relativa alle possibilità concrete, soprattutto visti i tempi, di garantire la continuità delle attività di tutela del territorio e della biodiversità proprie dei Parchi Regionali senza la definizione di un periodo di transizione, che consenta ai Parchi e alle Province di passare gradualmente da una forma di gestione all’altra.
Se obiettivo di questa Legge di riorganizzazione è, come affermato nelle finalità, quella di conseguire una efficace azione di tutela e conservazione della biodiversità regionale e contribuire alla costruzione della rete ecologica regionale allora la Legge deve concentrarsi sugli strumenti e sulle modalità per conseguire realmente questo risultato, occorrono:
1. vincoli e certezze normative per la tutela ambientale e paesaggistica dei territori che si definiscono “Parchi Naturali e Aree Ecologiche Protette” contro ogni tipo di uso improprio oggi e per sempre;
2. la realizzazione di quei “corridoi ecologici” che collegando i Parchi Regionali e le Aree Protette vadano a definire concretamente quella indispensabile rete fisica territoriale protetta necessaria alla conservazione della biodiversità;
3. enti o soggetti gestionali forti, credibili e radicati nel territorio, capaci di una gestione vera della propria “mission”, slegata da pressioni elettoralistiche e lobbistiche;
4. risorse economiche ed umane certe che ne garantiscano il perseguimento.
Se si ritiene davvero che l'ambiente e la biodiversità siano un valore importante e se è forte la volontà di valorizzare il sistema delle Aree Protette nella nostra Regione, occorreva ed occorre attivare un reale processo partecipato che coinvolga oltre ai Consorzi di gestione delle Aree Protette, gli Enti locali, il personale, i portatori di interessi e – noi sottolineiamo - i Volontari, le Associazioni ambientaliste e le GEV che a vario titolo collaborano da anni con i Parchi, per passione e praticamente a costo zero, salvo il parziale rimborso delle spese vive. Parliamo di centinaia di volontari, di “amici dei Parchi”, di Guardie Ecologiche Volontarie L.R. 23/89, di Associazioni protezionistiche riconosciute ai sensi dell'Art. 13 della Legge 349/1986 che in tutti questi anni hanno, di loro spontanea volontà, collaborato a realizzare i programmi dei Parchi e fatto fronte ai problemi non risolti, non affrontati o mal gestiti dallo Stato, dagli Enti Locali o dal “mercato”.
Ma siamo anche preoccupati per le incertezze legate alle nostre stesse attività volontarie di vigilanza e di educazione ambientale regolamentate da Convenzioni (nel nostro caso previste dalla L.R. 23/89), in particolare quelle in scadenza il 31-12-2011, che ci lascieranno scoperti sia “legalmente” (in quanto necessitiamo delle Convenzioni per esercitare i poteri di polizia amministrativa nell'applicazione dei Regolamenti all'interno dei Parchi) che economicamente (per la copertura dei costi dei carburanti, per l'uso dei propri veicoli, per acquisto delle attrezzature necessarie, per i consumi telefonici, per i costi di gestione della nostre organizzazioni... ecc.).
Le domande che ci stiamo ponendo e che rivolgiamo alla Regione sono:
- Potremo legittimamente operare fino a che non saranno sottoscritte le Convenzioni con il nuovo Ente?
- Chi gestirà le sanzioni amministrative nella fase di transizione?
- Chi coordinerà la nostra attività di Educazione Ambientale?
- Chi rimborserà le nostre spese?
Si tratta di decine di migliaia di ore di “lavoro volontario” fondamentali nella vita dei nostri Parchi che ci pare vengano sottovalutate nella loro importanza strategica per garantire la vita alle Aree Protette sopratutto in questi anni di ristrettezze economiche generali.
Alcune proposte
I timori e le “criticità” sopra esposte ci inducono a chiedere di verificare la fattibilità di un PERIODO DI TRANSIZIONE MEGLIO DEFINITO che accompagni in modo partecipato verso la realizzazione del nuovo assetto condiviso e siamo comunque d’accordo con coloro che, a vario titolo e da fonti autorevoli, hanno proposto soluzioni alternative, quali la Regionalizzazione del Sistema Parchi (creazione di una Agenzia Regionale, garantendo sedi locali, come è già nell'ambito della Protezione Civile), oppure prendendo in considerazione gli accorpamenti in Enti Parco a livello di singole Province .
In riferimento alla evoluzione del testo della Proposta di Legge valutiamo positivamente che si sia assunta una definizione diversa da quella di ATOB (Ambito Territoriale Omogeneo per la Biodiversità), in un primo tempo adottata, passando alla denominazione di “Ente di gestione per i Parchi e la Biodiversità” che è sicuramente una denominazione che meglio identifica le finalità proprie dei Parchi Regionali e delle Area Naturali Protette.
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Premesso quanto detto e auspicando che venga tenuto in debita considerazione intendiamo comunque presentare alcune “osservazioni” a questo testo della proposta di Legge Regionale:
All'Art. 3 punto 10 riteniamo vada cancellato o quanto meno chiarito il passo che recita: ... nonché da eventuali ulteriori funzioni amministrative in materia faunistico-venatoria.
Art. 3
Enti di gestione per i Parchi e la Biodiversità
…......................
11. I costi di funzionamento dell’Ente di gestione sono coperti da contributi regionali e degli enti locali ricompresi all’interno delle Aree protette e dei Siti della Rete Natura 2000, dagli introiti derivanti dalle funzioni amministrative di cui alla L.R. n. 6 del 1996 nonché da eventuali ulteriori funzioni amministrative in materia faunistico-venatoria.
Tale formulazione, stante l'attuale scarsità di risorse economiche, potrebbe incentivare la ricerca di introiti anche attraverso l'allargamento della attività venatoria all'interno dei Parchi, delle Aree Protette o nelle cosiddette “aree contigue”. La Regione e e i nuovi Enti di gestione per i Parchi e la Biodiversità devono essere chiari su questo punto: l'attività venatoria non è una attività che favorisce la biodiversità e tanto meno rappresenta un contributo all'educazione ambientale delle nuove generazioni. Inoltre per quanto riguarda l'eventuale intervento di riequilibrio faunistico all'interno dei Parchi e delle Aree protette, questa attività deve essere svolta con interventi di cattura e trasferimento della fauna selvatica in soprannumero o quando non diversamente affrontabili con abbattimenti mirati assegnati esclusivamente ai Guardiaparco, al Corpo Forestale dello Stato e alla Polizia Provinciale.
Nell'Art. 9 non si definisce (a differenza di quanto avviene all'Art. 10 per il Comitato per la promozione della Macroarea) la composizione numerica della “Consulta” del Parco, demandando questo compito allo Statuto dell'Ente di gestione per i Parchi e la Biodiversità. Questo non garantisce omogeneità tra le 5 Macro-aree regionali e neppure una adeguata presenza dei rappresentanti dei “portatori di interessi non economici”. La nostra proposta è quella di meglio definire i componenti della Consulta garantendo omogeneità ed una più adeguata presenza dei “portatori di interessi non economici” con particolare riguardo alle associazioni ambientaliste e protezioniste.
Art. 9
La Consulta del Parco
1. L’Ente di gestione svolge la propria attività garantendo la più ampia informazione e promuovendo la partecipazione dei cittadini alle proprie scelte; a tale scopo istituisce per ogni Parco un organismo denominato Consulta, composto secondo le modalità e i criteri stabiliti dallo statuto e rappresentativa delle categorie economiche, sociali, culturali e delle associazioni ambientaliste che svolgono stabilmente la loro attività nei territori ricompresi nella Macroarea, interessate alle attività inerenti le Aree Protette e i Siti della Rete Natura 2000.
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L'Art. 10 va a definire il Comitato per la Promozione della Macro-area assegnandogli il compito di promuovere l’integrazione delle attività imprenditoriali con le politiche di tutela dell’ambiente e della biodiversità, ma nella composizione prevede la sola presenza di sette diversi settori economici che rappresentano appunto le “attività imprenditoriali”. Stando così la composizione di questo Comitato, non si capisce come avviene il confronto per definire la compatibilità delle attività imprenditoriali con le politiche di tutela dell'Ambiente, mancano le componenti ambientali e istituzionali. Proponiamo quindi una integrazione al punto 2 inserendo un rappresentante designato da ogni Provincia presente nella Macro-area e uno designato dalle Associazioni Ambientaliste maggiormente rappresentative presenti nel territorio.
Art. 10
Comitato per la promozione della macroarea
1. Per la promozione e lo sviluppo del territorio dell’ATOB e per l’integrazione delle attività imprenditoriali con le politiche di tutela dell’ambiente e della biodiversità l’Ente di Gestione istituisce, secondo i criteri e le modalità previste dallo Statuto, il Comitato per la promozione dell’Ambito Territoriale Ottimale.
2. Il Comitato è composto da un rappresentante della Regione individuato con deliberazione della Giunta Regionale, uno per ogni Provincia che ha territori nella macroarea individuato con deliberazione della rispettiva Giunta Provinciale, un rappresentante designato dalle Associazioni Ambientaliste maggiormente rappresentative nell'Ambito Territoriale e sei rappresentanti dei seguenti diversi settori economici: finanza, agricoltura e silvicoltura, industria, agroalimentare, commercio e turismo.





Consiglio Direttivo: E' convocato per Mercoledì 14 Dicembre 2011 ore 15,00 |
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Previsto per Giugno 2012: 3°MEETING REGIONALE GEV (a Rubiera) con ESERCITAZIONI di VIGILANZA e di PROTEZIONE CIVILE |
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